venerdì 10 giugno 2016

La regola dell'acca

ovvero Due fratelli nel cuore della Daneskia, per tacer dei Curdi*

Sul bellissimo sito di viaggi No Borders Magazine mi hanno pubblicato il reportage di un viaggio a febbraio nella capitale della Daneskia con mio fratello (autore delle foto): La regola dell'acca


*I Curdi li abbiamo trovati sia all'arrivo con una manifestazione pro-Ocalan per le strade della città, che sulla via del ritorno, dentro l'aeroporto, mentre cercavano di sensibilizzare i Daneski sul tema dei migranti. True Story.

giovedì 31 dicembre 2015

L'Orso Sciocchino o Le Gioie dell'Autoproduzione

Driin, driin, driin
(rispondo)
- Buongiorno, Mondadori Edicolé, mi dica.
(una voce anziana, ma gioviale e giovanile, che non si lascia interrompere, tanto si è preparata bene la frase)
- Buongiorno, è la Mondadori libri? Sono una signora vedova di settantacinque anni, ho scritto una bella fiaba che si chiama l'Orso Sciocchino e vorrei sapere se volete pubblicarla, perché io soldini non ne ho.
- Signora, guardi, noi siamo una libreria, la libreria della Mondadori qui a Reggio Emilia...
- E siete quelli che fanno i libri!
- No signora, siamo una libreria ma non siamo una casa editrice. La casa editrice è a Milano, qui vendiamo libri. Anche altri libri, ma ci riforniamo da loro per avere i loro libri, ma anche tutti gli altri libri. Non so se le è chiaro il meccanismo...
- Uhm...che strano, quella del dodiciquaranta (vedi Pronto Pagine Bianche della Tim) mi ha dato il vostro numero.
- Ecco, quelli della Tim si sono sbagliati signora, e io il numero della casa editrice della Mondadori non ce l'ho, altrimenti glielo darei, si figuri.
- Davvero? E allora come faccio?!
- Non saprei signora, mi scusi ma sono da solo e devo aiutare i clienti qui davanti, buona fortuna per la sua fiaba, buona giornata.
- Grazie, anche a lei...
click.
click.


tre minuti dopo
Driin, driin
- Buongiorno, Mondadori Edicolé, mi dica.
- Buongiorno... Ma è ancora lei? mi scusi sa, ma quella del dodiciquaranta mi ha dato un numero, che pensavo fosse diverso, e invece è sempre il suo. Sono la signora dell'Orso Sciocchino, si ricorda? mi può aiutare?
- Buongiorno signora, certo che l'ho riconosciuta. Un attimo che sistemo due cose e l'aiuto
[...]
- Pronto, è ancora in linea signora?
- Sì!
- Dunque, se posso darle un consiglio, lei è delle nostre parti giusto?
- Sì, son di Campagnola.
- Allora, le do i numeri di qualche casa editrice locale, qui vicino, che possa essere interessata. Quelli là a Milano, è lontano, se deve andare a presentargli la fiaba deve fare molta strada, c'è freddo... attenda un momento.
[...]
- Signora, le ho trovato tre numeri di telefono. Ha da segnare?
- Sì!
- Bene, partiamo. La casa editrice A. telefono zerocinqueduedue ecc ecc, questi son di Reggio, se è una storia locale, son sicuramente interessati. Oppure c'è la M., telefono zerocinqueduede ecc ecc, anche questi di Reggio, sono molto piccoli ma sono specializzati in libri per bambini e magari la sua fiaba li interessa. E poi c'è la D. telefono zerocinqueduedue ecc ecc, loro son sempre di Reggio, si occupano principalmente di saggistica, ma mai dire mai...segnate tutte?
- Sì!
- Bene. Signora, di nuovo, buona giornata, a lei e all'Orso Sciocchino.
- Grazie mille, è stato gentilissimo, speriamo bene e buona giornata anche a lei.
click.
click.


cinque minuti dopo
Driin
- Mondadori Edicolé, dica pure.
- Buongiorno giovanotto, son sempre la signora di prima...
(qui non dico niente ma sto sorridendo)
- ...La ringrazio tanto per i numeri, la cortesia e la pazienza, ma... non avreste modo di fare le cose lì da voi? A me basta che facciate le fotocopie dei fogli, conosco una ragassuola che ci farebbe le illustrazioni, e poi mettiamo il libro in biblioteca, non voglio mica venderlo, così i bimbi possono venire a leggerlo per le feste...
- Capisco benissimo signora... provi a sentire dalla sua biblioteca, è di Campagnola giusto? Vada a sentire da loro se possono fare una cosa così. Non dovrebbe essere difficile. Noi non possiamo aiutarla in questo caso. Spero tanto di vedere l'Orso Sciocchino da qualche parte, in futuro. Di nuovo, buona fortuna e buona giornata.
- Buona giornata anche a lei, giovanotto, e grazie ancora per la pazienza e la cortesia.
- Grazie a lei.
click.
click.


Non so come si chiama (mi son dimenticato di chiederglielo), non ho letto una riga dell'Orso Sciocchino ma è già la mia autrice preferita di libri per l'infanzia.

lunedì 2 novembre 2015

Lo scaffale dei mattoni

C'ho uno scaffale in camera che non ce la fa più, me lo sento.
È quello sopra la scrivania da dove scrivo sul pc, è il ripiano più alto.
Non ce la fa più perché non c'ha più nemmeno un angolino dove fare accomodare la polvere, tanto è colmo e ripieno di libroni giganti.
Guerra e Pace di Tolstoj, Le benevole di Littell, Fratelli d'Italia d'Arbasino, Dottor Zivago di Pasternak, la Trilogia del Nord di Céline, l'Arcobaleno della Gravità di Pynchon, il Petalo Cremisi e il Bianco di Faber, l'immancabile Recherche di Proust e tanti altri ancora...

E dunque, per cominciare a dare sollievo allo scaffale (la cui possibile e immediata vendetta potrebbe essere farmi cadere sul coppino Infinite Jest, proprio qui, adesso, mentre scrivo) ma anche per affrontare e finalmente attraversare questi meravigliosi tomoni, acquistati in euforici momenti di previsto e miraggiato tempo libero, come le oasi del deserto, propongo a chiunque mi legga la creazione un gruppo di lettura (ma possono nascerne anche molti) basato su tre elementi fondanti:

a) A differenza degli altri gruppi di lettura, il libro deve essere un conclamato mattone, un classico ormai dormiente che superi in scioltezza le cinquecento pagine, uno di quei libri che Paolo Nori definisce gli inabbracciabili, testi che una persona da sola non riesce a comprendere, ma che forse tutti insieme, come succede per i Baobab, riusciremo a cingere con una catena umana.

b) Quando ci ritroveremo per regolare gli interventi tra partecipanti vale una citazione: Io non sopporto le persone che riescono a parlare per più di sette minuti di fila. Daniil Charms

c) La cadenza con cui ci ritroveremo, poiché dobbiamo affrontare dei tomi impegnativi, sarà oltre il mese. Sarà di 47 giorni, ovvero 40 giorni e una settimana, e il gruppo lo chiamerei "della Bibiana" per via che da lei deriva il proverbio e anche perché vorrei ci trovassimo la prima volta il 2 dicembre: https://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Bibiana Ma il nome possiamo anche cambiarlo, eh.

Se siete interessati mandate una email a lucazirondoli (tuttoattaccato) chiocciola gmail punto com, ma anche se avete suggerimenti, idee, esempi da segnalare di esperienze identiche o simili.
Nell'arco delle prossime due settimane raccoglierò le adesioni, cercherò di trovare un posto che vada bene a tutti e ve lo comunicherò.
IMPORTANTE: Se, come spero e temo, arriveranno segnalazioni d'interesse anche da chi vive fuori dall'Emilia, col loro consenso, metterò in contatto i lettori di mattoni della stessa zona o regione così da favorire la formazione di altri gruppi di lettura che leggano robe da soffocare il petto, testualmente.
Al primo incontro faremo conoscenza, decideremo quali regole darci e quale libro scegliere per il prossimo appuntamento.

lunedì 16 febbraio 2015

Lanugine: lacerti di letteratura ombelicale (tris)

Io, comunque, forse mi sembra, non lo so, che poi c'è da sentire, c'è da capire, ma però, secondo me, credo proprio che sto sbagliando tutto.


(Lanugine era una rubrica giornaliera dell'anno 2013 per il mese di febbraio composta da ventisette pensieri miei e una citazione più una extra nel 2014. Come già scrissi l'anno scorso, Lanugine è una delle poche cose che ho scritto e che a distanza di tempo riesce ancora a farmi ridere e sorprendere, di me e del mondo. Come dicono su wikipedia, la Lanugine è assolutamente innocua e non richiede, grossomodo, azioni correttive.)

mercoledì 24 dicembre 2014

Cartoline di auguri: una storiella natalizia

Richard non riceveva molte cartoline di auguri, certo non quante ne spediva: che non erano mai meno di una dozzina. Al momento ne aveva una sola sul caminetto, ed era quella dei vicini della porta accanto, una rumorosa famiglia con la quale normalmente lui e Miles non avevano contatti di sorta. 
Non sapeva nemmeno i nomi, visto che la cartolina si limitava a un "Buon Natale - da Tutti Noi del 49 a Tutti Voi del 48". Quest'anno, così come l'anno precedente, Richard aveva prontamente ricambiato con una cartolina di "Buon Natale - Da Tutti Noi del 48 a Tutti Voi del 49". Richard sapeva che anche gli altri suoi vicini della porta accanto ricevevano una cartolina, indirizzata a Tutti Voi del 47 da Tutti Noi del 49, per cui non sapeva mai se fosse il caso di mandare una cartolina a Tutti Loro del 47 da Tutti Noi del 48, tanto più che li sapeva particolarmente rapidi nel ricambiare la gentilezza con una cartolina a Tutti Voi del 49 da Tutti Noi del 47.
In ogni caso Richard non scambiava mai verbo con la rumorosa famigliola della porta accanto.
Mesi dopo, rincasando sul far della sera, trovò il loro appartamento che pullulava di poliziotti e infermieri. In un suicidio di gruppo, il padre aveva sparato alla moglie, al figlio e alla figlia, inifine s'era sparato lui. Lasciarono un bigliettino così concepito: "Addio Mondo Crudele - da Tutti Noi del 49".

Jonathan Coe, L'amore non guasta, trad. Domenico Scarpa, Feltrinelli, pp. 39-40

mercoledì 12 novembre 2014

Descriviti in cinque righe (bis)

Vado in giro con una bussola-metro-apribottiglie-cacciavite-lented'ingrandimento, che può sempre servire.
Vado in giro con una castagna, che dicono che tiene lontano il raffreddore.
Vado in giro con un cerotto bianco, che non si sa mai.
Vado in giro con un vecchio bottone, e qui non lo so.
Vado in giro.

Questo è uno dei compiti della scuola di scrittura emiliana, che consiglio a tutti di fare, una volta ogni tanto.
(c'hanno pure fatto un libro)

giovedì 28 agosto 2014

Facciamo che m'impegno

A settembre, tra pochissimi giorni, esce un libro.
Si chiama, prendete il respiro perché è un titolo lunghissimo, l'avete preso? bene: Scuola elementare di scrittura emiliana per non frequentanti (con esercizi svolti).
Contiene delle lezioni di quello che fu il maestro unico della scuola di scrittura, Paolo Nori, e degli esercizi già svolti, che son quelli degli allievi, e un paio sono i miei (non ricordo però quali).
La prima presentazione, siccome la casa editrice è la Corraini edizioni, che è di Mantova, la fanno a Mantova giovedì 4 settembre, alle 15, nel cortile dell'archivio di stato, che c'è il Festival Letteratura
Che a pensarci bene, io, al Festival Letteratura a Mantova, mai stato, anche se son trenta-quaranta chilometri da dove abito, che ci son stato mille volte e anche un po' a caso, che c'è una via d'ingresso con la macchina che se ci arrivi la sera ti sembra di andare verso il castello delle fiabe, mentre che se ci arrivi in treno, quando ti fermi e sei in stazione intorno vedi tutti quegli specchi d'acqua e ti dici Siam già arrivati al mare?, e comunque, ogni anno da quando c'è, al Festival Letteratura non riesco mai ad andarci.
Allora,quest'anno, facciamo che m'impegno e ci vado.

sabato 1 febbraio 2014

Lanugine: lacerti di letteratura ombelicale (extra)

Oggi, a fine pranzo, mentre aspettiamo il caffè, mia madre che dice Ti ricordi quel periodo là... che leggevi sempre quei poeti cupi, quei francesi? Io ti avevo nascosto la corda da scout (leggi: da trekking) per paura che... (segue gesto esplicativo)

(Lanugine era una rubrica giornaliera dell'anno passato per il mese di febbraio composta da ventisette pensieri miei e una citazione. Questo piccolo extra è un tributo a una delle poche cose che ho scritto e che a distanza di un anno riesce ancora a farmi ridere e sorprendere, di me e del mondo. Come dicono su wikipedia, la Lanugine è assolutamente innocua e non richiede, grossomodo, azioni correttive. )

lunedì 30 dicembre 2013

La lista del lunedì: libri letti nel 2013


Michail Bulgakov, Morfina, Passigli

Robert Louis Stevenson, L'Arte della scrittura, Mattioli 1885

Gianni Rodari, Grammatica della fantasia, Einaudi

:duepunti, Fare libri oggi 2.0. Essere editori oggi, :duepunti edizioni

Werner Herzog, Sentieri nel ghiaccio, Guanda

Cesare Zavattini, Parliamo tanto di me, Bompiani

Cesare Zavattini, I poveri sono matti, Bompiani

Cesare Zavattini, Io sono il diavolo, Bompiani

Ilja Ehrenburg, Viaggio attraverso la giungla d'Europa, E. GI. TI.

Raymond Carver, Il mestiere di scrivere, Einaudi

Ugo Cornia, Scritti d'impegno incivile, Quodlibet

Giuseppe Ferrandino, Pericle il nero, Adelphi

Azael, Favola d'amore triste per malati di mente, autoprodotto

Fulvio e Carla Abate, Le avventure di Super Trappi, :duepunti edizioni

Marino Magliani, La ricerca del legname, :duepunti edizioni

Vanni Santoni, Tutti i ragni, :duepunti edizioni

W. H. Auden, La verità, vi prego, sull'amore, Adelphi

Guillaume Apollinaire, Bestiario o Corteggio d'Orfeo, Guanda

Viktor Sklovskij, La mossa del cavallo, De Donato

Viktor Sklovskij, Il mestiere dello scrittore e la sua tecnica, Liberal Libri

Friedrich Durrenmatt, I racconti, Feltrinelli

Leonardo Tondelli, La Scossa, Chiarelettere

Diecimila.me, Non potevo aspettare che morissi per rifarmi una vita, Amazon

AA. VV., Lettere di condannati a morte della Resistenza europea, Einaudi

Vasile Ernu, Nato in Urss, Hacca

Giovanni Previdi, Due fettine di salame, poesie, Quodlibet

Dashiell Hammett, Continental Op, Mondadori

Cornell Woolrich, Per l'ultima volta Kathleen, Mondadori

Sandro Campani, Terra nera, Rizzoli

Francesca Scotti, L'origine della distanza, Terre di mezzo

Silvio D'Arzo, L'uomo che camminava per le strade, Quodlibet

Silvio D'Arzo, L'Osteria, Quodlibet

Raymond Radiguet, Il diavolo in corpo, Einaudi

Diego Fusaro, Coraggio, Raffaello Cortina

Jack London, La classica faccia da pugile, Mattioli 1885

AA. VV., In territorio nemico, Minimum fax

Renata Viganò, L'Agnese va a morire, Einaudi

Joseph Roth, La leggenda del Santo bevitore, Edizioni Clichy

Giovanni Civa, La ragione va agli asini e secondo me ciò ragione, Sensoinverso edizioni

Luigi Malerba, La scoperta dell'alfabeto, Einaudi

Carlo Lucarelli, Carta bianca, Sellerio

Goffredo Parise, Sillabari, Adelphi

Venedikt Eroféev, Mosca-Petuskì e altre opere, Feltrinelli

Massimo Carlotto, Arrivederci amore ciao, Edizioni e/o

Senofonte, Anabasi, Quodlibet

Emilio Lussu, La marcia su Roma e dintorni, Einaudi

Emilio Lussu, Teoria dell'insurrezione, Gwynplaine edizioni

Dafne D'Angelo, Non c'è pace tra i mattoni, Montag edizioni

Wu Ming 2, Basta uno sparo, Transeuropa

Eric Maria Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale, Mondadori

Bohumil Hrabal, Treni strettamente sorvegliati, Edizioni e/o

Fred Uhlman, L'amico ritrovato, Feltrinelli

Paola Soriga, Dove finisce Roma, Einaudi

poi basta, per quest'anno.

lunedì 23 dicembre 2013

Good Morning Kafka! (8)

La Passeggiata Improvvisa

Alla sera, quando si crede di aver definitivamente deciso di restare a casa, ci si è messa la veste da camera, ci si è seduti alla tavola illuminata, dopo aver iniziato quella lettura o quel passatempo, alla fine del quale si va a letto, mentre fuori c'è un tempo poco invitante che rende quasi scontata l'idea di restare a casa, quando ci si è trattenuti già molto a tavola che l'andarsene dovrebbe provocare un po' di stupore in tutti, quando le scale son già al buio e il portone è sprangato, quando nonostante tutto questo ci si alza dalla sedia come per un piccolo fastidio, ci si toglie la veste, si compare pronti per uscire, si dichiara di dover andare fuori, e dopo un breve saluto lo si fa, e, a seconda della velocità con cui si sbatte la porta, si crede di aver suscitato più o meno risentimento, quando ci si trova in strada coi muscoli con precisa scioltezza a questa ormai inaspettata libertà, quando grazie a questa decisione si sente in sé qualsiasi capacità di decisione, quando con un senso di convinzione profondo si comprendo di avere più forza che bisogno di produrre e sopportare con facilità il mutamento più rapido, quando in questo stato si corre per gli stradoni, allora, per quella sera, si è completamente usciti dalla propria famiglia, che si perde nel vuoto, mentre la nostra personalità raggiunge la sua vera immagine, ferma, nera nel contorno.
E tutto si rafforza ancora di più se, a quella tarda ora, si cerca un amico, per vedere come sta. 

lunedì 16 dicembre 2013

Good Morning Kafka! (7)

La Finestrina


Chi vive lassù, in alto, abbandonato e pur vorrebbe ogni tanto mantenere in qualche modo un rapporto col prossimo, chi, tenendo presente i mutamenti della giornata, del tempo, delle relazioni professionali e cose simili, vuol vedere comunque un qualsiasi braccio a cui potersi attaccare non potrà fare a meno, per moltissimo tempo, di una finestrina. E anche se proprio non avesse bisogno di niente e si avviasse verso il davanzale come un uomo stanco, levando continuamente gli occhi dalla terra al cielo, e anche non volesse e se ne stesse con la testa un po' spostata all'indietro, comunque i cavalli lo trascinerebbero giù con loro nella interminabile sequenza delle vetture e nel fracasso e così finalmente dentro la concordia umana.

lunedì 9 dicembre 2013

Good Morning Kafka! (6)

Vita in Comune

Siamo cinque amici, una volta siamo usciti da una casa uno dopo l'altro, il primo esce e si mette vicino alla porta, poi viene o meglio, scivola fuori come una pallina di mercurio, il secondo e si mette poco lontano dal primo, poi sguscia fuori il terzo, poi il quarto, e alla fine il quinto. Alla fine eravamo tutti in fila. La gente per strada se n'era accorta e indicandoci diceva: quei cinque sono appena usciti poco fa da quella casa.
Da allora viviamo insieme, e sarebbe anche una vita pacifica, se non s'immischiasse sempre un sesto. Per carità, non ci fa niente di male; ma ci dà fastidio,e non è poco. Perchè s'intrufola dove non lo si desidera? Non lo conosciamo e non vogliamo accoglierlo tra di noi. È vero, anche noi cinque non ci conoscevamo prima e, a dirla tutta, non ci conosciamo nemmeno adesso. Ma ciò che per noi cinque è possibile e tollerato, per quel sesto non è possibile e non viene accettato. E poi siamo in cinque e non vogliamo essere in sei. 
In generale, che senso può avere questo stare continuamente insieme? Non ha senso nemmeno per noi cinque, ma oramai siamo insieme e ci rimaniamo; non vogliamo però un'aggiunta, un di più, sulla base delle nostre esperienze, mica per altro. Ma come facciamo a farlo capire al sesto? Lunghe discussioni sembrerebbero già quasi accoglierlo nel nostro gruppo; preferiamo non dare spiegazioni e non accoglierlo. Per quanto stiri le labbra e strizzi gli occhi, noi cinque lo respingiamo coi gomiti, ma per quanto lo respingiamo, lui torna sempre.

lunedì 2 dicembre 2013

Good Morning Kafka! (5)

Il Nuovo Avvocato

Abbiamo un nuovo avvocato qui in ufficio, il dottor Bucefalo. Il suo aspetto ora ricorda pochissimo il tempo in cui era ancora il cavallo da battaglia di Alessandro Magno. Però chi ha l'occhio allenato, può cogliere certi particolari. Infatti, poche ore fa, ho visto sullo scalone come anche un semplice usciere di tribunale, con lo sguardo d'intenditore tipico di frequenta le corse, ma con moderazione, possa apprezzare il nostro nuovo avvocato che, passo sonante e alte le gambe al petto, saliva un gradino dopo l'altro.
In genere, il foro accetta l'ammissione di Bucefalo. Con magnanima lungimiranza si sostiene che l'avvocato, dato l'attuale ordinamento della società, si trovi in una situazione difficile e pertanto, oltre che per il posto che occupa nella storia del mondo, merita da parte di tutti una certa benevolenza. Oggi – non lo si può negare – non esiste alcun Alessandro Magno. Certo, ci sono molti che sanno uccidere; e c'è ancora qualcuno che ha l'abilità di colpire con la lancia l'amico dall'altra parte della tavola durante un banchetto; e per molti la Macedonia è ancora troppo piccola ma nessuno, nessuno, sa guidare le armate verso l'India. Già allora le porte dell'India erano irraggiungibili, ma oggi quelle porte sono da tutt'altra parte, spostate più in alto e più lontane; nessuno indica la direzione giusta; molti impugnano spade ma solo per agitarle, e lo sguardo, che vorrebbe seguirle, si perde.
Forse per questo è meglio fare come ha fatto Bucefalo, e sprofondarsi nei codici. Libero, senza più il peso del cavaliere sulla groppa, lontano dai clamori delle battaglie di Alessandro, sotto una quieta lampada, l'avvocato legge e volta le pagine dei nostri antichi libri.

lunedì 25 novembre 2013

Good Morning Kafka! (4)

Il Prossimo Villaggio

Mio nonno diceva sempre: «La vita è straordinariamente corta. Ora, nel ricordo, mi si raggrinza a tal punto che, per esempio, non riesco quasi a capire come possa un giovane decidersi ad andare a cavallo fino al prossimo villaggio senza temere che perfino lo spazio di tempo, in cui si svolge una vita comune e felice, possa bastare anche in minima parte a una simile cavalcata».

lunedì 18 novembre 2013

Good Morning Kafka! (3)

Poseidone

Poseidone era seduto al suo tavolo di lavoro e faceva i conti. 
L'amministrazione di tutte le acque gli procurava una mole immensa di cose da fare. Avrebbe potuto trovare validi aiuti e ne aveva già moltissimi, ma prendeva molto sul serio il suo ufficio, e alla fine rifaceva da solo tutti i conti, rendendo inutili gli sforzi di chi lo aiutava.
Non si può dire che questo lavoro gli procurasse piacere, lo eseguiva soltanto perché gli era stato imposto. Anzi più volte aveva chiesto, diceva lui, un lavoro più allegro, ma ogni volta che gli facevano offerte diverse, finiva sempre per sentirsi più adatto al ruolo che gli era stato assegnato. Non si poteva certo assegnargli un determinato mare, ad esempio il mar nero; a parte che anche qui la parte contabile era sempre presente, solo più meschina, il grande Poseidone non poteva avere altro che un posto di controllo, dirigenziale. E quando gli si offriva un posto fuori dall'acqua, la sola idea lo faceva star male, l'afflato divino si scompigliava, il bronzeo torace si comprimeva. D'altra parte le sue lamentele non erano prese sul serio; quando un potente assilla, bisogna fingere di accontentarlo anche nei casi più disperati; e nessuno osava immaginare di esonerarlo dal suo ufficio poiché fin dalle origini era stato destinato a fare il dio dei mari e così bisognava continuare.
Si irritava sopratutto, e questa era il principale motivo di malcontento lavorativo, quando gli riferivano l'idea che la gente si faceva di lui, raggiante, regale, a cavallo delle onde, armato di tridente e corona di corallo. Invece lui se ne stava tutto il tempo negli abissi, sempre a far conti. Una rapida convocazione ogni tanto alla sede di Giove  era l'unica interruzione a quella quotidiana monotonia, anche se da quelle brevi escursioni ritornava per lo più furibondo. Così  per la fretta di salire all'Olimpo i mari li vedeva appena di sfuggita e percorsi nella loro interezza non lo aveva fatto mai. Diceva sempre che per farlo aspettava la fine del mondo; era sicuro infatti che, nell'imminenza della fine, dopo aver riscontrato l'ultimo calcolo, avrebbe trovato un momento per fare in fretta un piccolo tour.

lunedì 11 novembre 2013

Good Morning Kafka! (2)

Favoletta
 
 
"Ahimè" disse il topo "il mondo diventa ogni giorno più stretto. Prima era così largo che mi faceva quasi paura, correvo ed ero felice di vedere alla fine spuntare muri a destra e sinistra in lontananza, ma ora questi lunghi muri si avvicinano tra loro così in fretta che sono già nell'ultima stanza e lì, nell'angolo, c'è la trappola nella quale cadrò."
"Non hai che da correre dall'altra parte" disse il gatto, e se lo mangiò.
 

lunedì 4 novembre 2013

Good Morning Kafka! (1)

La Gita in Montagna

"Non lo so" dissi quasi senza voce " non lo so. Se nessuno viene, non viene nessuno, appunto. Io, c'è da dire, non ho fatto male mai a nessuno e nessuno l'ha mai fatto a me, però non c'è chi mi voglia aiutare. Proprio nessuno. Ma non è così. Solo che nessuno mi aiuta, altrimenti proprio Nessuno sarebbe bello. E farei di buon grado - perché no? - una gita in compagnia di tanti Nessuno. Naturalmente in montagna, non è vero? Già li vedo questi Nessuno che si accalcano uno sull'altro con tutte quelle braccia intrecciate e allungate di traverso, e quei piedi, divisi appena da piccoli passi.
Sia chiaro, sono tutti in frac.
Andiamo così alla buona, il vento passa tra le fessure che lasciamo mentre scaliamo compatti. Testa, polmoni, gambe, anche il collo si sente più libero in mezzo ai monti! È un miracolose non si canta."

Questa nuova rubrichetta, che ci accompagnerà fino alla fine dell'anno, ha due propositi: 
a) farvi fare un sorriso muto di lunedì mattina
b) ribadire ancora una volta (altri più bravi di me l'hanno già spiegato) che l'aggettivo Kafkiano comprende anche situazioni umoristiche, affettuose e molto umane, come la vita di Kafka appunto.

lunedì 16 settembre 2013

Strane

È la parola, e io ripeto, non chiedo di più. Niente al mondo è più bello che scrivere. Anche male. Anche in fondo da far ridere alla gente. L'unica cosa che so è forse questa.
Già che ci sono, piuttosto, vorrei augurare a ogni uomo dopo aver fatto tutti i mestieri del mondo, di arrivare un giorno a scrivere un grosso romanzo (bello o no poco importa: affare suo: semplicemente questione di stella): di impiegarci due anni e anche tre o magari anche un bel pezzo di vita. Ma lo dico sul serio: non ho la minima idea di scherzare. Tutti gli uomini tra i trenta e i quaranta, non dovrebbero poi far così male a fermarsi un momento: poi guardarsi e guardare anche gli altri e scrivere un grosso romanzo col più gran numero di personaggi possibili. Ne varrebbe la pena, direi. Moltissime cose, suppongo, e magari anche i soldi e l'amore e il desiderio di vincere e il gelo della delusione, non dovrebbero poi avere più una così ossessiva importanza. Forse tutto questo è chiarissimo e neanche c'era bisogno di dirlo: o forse anche no. Mi dispiace. Quel che importa a ogni modo è che anche adesso non ho la minima idea di scherzare o anche peggio di fare lo strano. Strane, in fondo, da fare quasi paura, sono solo le cose assolutamente normali.

(Silvio D'Arzo, Prefazione a Nostro Lunedì in L'uomo che camminava per le strade, Quodlibet, 1993, pg. 10)
 

lunedì 12 agosto 2013

La lista del lunedì: la lista della spesa

In questo agosto anomalo, di spiagge deserte e gente che resta in città, chiudo questa rubrica (anche se mai dire mai) e come il mago che svela i suoi trucchi, vi svelo l'archetipo della rubrica trovato per strada e ispiratore dei suoi discendenti: la lista della spesa. La cosa più bella di questa lista è che scorrendola ti si va a ricreare in testa la sagoma del suo sbadato possessore, uomo o donna che sia.
(trascrizione fedelissima)

- latte
- caffé
- keciap
- caramelle miele
- uova
- cipolle rosa schiacciate
- peperoni gialli
- aglio
- capitan fiordilatte
- sottilette crek
- piadine
- pane filone
- pane tolosa
- pane fette
- obesiti
- colestat
- grissini integrali
- acqua naturale
- radicchi
- 1 filetto maiale
- sapone mani
- pecorino
- pancetta
- noccioline americane
- chinotti.


Buone vacanze, e tanti chinotti, a tutti.

lunedì 5 agosto 2013

La lista del lunedì: quella bella dozzina per un pugno di euri

I libri che trovate qui sotto li ho scovati in tre biblioteche comunali del circondario alla modica cifra di 1 euro a libro. Tutti lasciti e donazioni di cittadini alla loro biblioteca, tutti doppioni ed edizioni vetuste di titoli già presenti sugli scaffali. Chiamatela pure concorrenza sleale ma è il miglior modo lecito per mettere le mani su alcuni titoli ormai introvabili:

  1. William Least Heat-Moon, Prateria: una mappa in profondità, Einaudi, 1994
  2. Anna Langfus, L'estranea, Feltrinelli, 1963
  3. Renata Viganò, L'agnese va a morire, Einaudi, 1972
  4. Joseph Wambaugh, La cupola splendente, BUR, 1986
  5. Raymond Radiguet, Il diavolo in corpo, traduzione di Francesca Sanvitale, Einaudi, 1989
  6. Philip Roth, Lamento di Portnoy, Bompiani, 1970
  7. Alvar Nunez Cabeza De Vaca, Naufragi, Einaudi, 1989
  8. Edgar A. Poe, Le avventure di Gordon Pym, L'unità/Mondadori, 1992
  9. Cornell Woolrich, L'incubo nero, Mondadori, 1979
  10. Henry Miller, Tropico del cancro, Feltrinelli, 1973
  11. Olvier Sacks, L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Adelphi, 2001
  12. Antonia S. Byatt, La torre di Babele, Einaudi, 1997.