sabato 1 febbraio 2014

Lanugine: lacerti di letteratura ombelicale (extra)

Oggi, a fine pranzo, mentre aspettiamo il caffè, mia madre che dice Ti ricordi quel periodo là... che leggevi sempre quei poeti cupi, quei francesi? Io ti avevo nascosto la corda da scout (leggi: da trekking) per paura che... (segue gesto esplicativo)

(Lanugine era una rubrica giornaliera dell'anno passato per il mese di febbraio composta da ventisette pensieri miei e una citazione. Questo piccolo extra è un tributo a una delle poche cose che ho scritto e che a distanza di un anno riesce ancora a farmi ridere e sorprendere, di me e del mondo. Come dicono su wikipedia, la Lanugine è assolutamente innocua e non richiede, grossomodo, azioni correttive. )

lunedì 30 dicembre 2013

La lista del lunedì: libri letti nel 2013


Michail Bulgakov, Morfina, Passigli

Robert Louis Stevenson, L'Arte della scrittura, Mattioli 1885

Gianni Rodari, Grammatica della fantasia, Einaudi

:duepunti, Fare libri oggi 2.0. Essere editori oggi, :duepunti edizioni

Werner Herzog, Sentieri nel ghiaccio, Guanda

Cesare Zavattini, Parliamo tanto di me, Bompiani

Cesare Zavattini, I poveri sono matti, Bompiani

Cesare Zavattini, Io sono il diavolo, Bompiani

Ilja Ehrenburg, Viaggio attraverso la giungla d'Europa, E. GI. TI.

Raymond Carver, Il mestiere di scrivere, Einaudi

Ugo Cornia, Scritti d'impegno incivile, Quodlibet

Giuseppe Ferrandino, Pericle il nero, Adelphi

Azael, Favola d'amore triste per malati di mente, autoprodotto

Fulvio e Carla Abate, Le avventure di Super Trappi, :duepunti edizioni

Marino Magliani, La ricerca del legname, :duepunti edizioni

Vanni Santoni, Tutti i ragni, :duepunti edizioni

W. H. Auden, La verità, vi prego, sull'amore, Adelphi

Guillaume Apollinaire, Bestiario o Corteggio d'Orfeo, Guanda

Viktor Sklovskij, La mossa del cavallo, De Donato

Viktor Sklovskij, Il mestiere dello scrittore e la sua tecnica, Liberal Libri

Friedrich Durrenmatt, I racconti, Feltrinelli

Leonardo Tondelli, La Scossa, Chiarelettere

Diecimila.me, Non potevo aspettare che morissi per rifarmi una vita, Amazon

AA. VV., Lettere di condannati a morte della Resistenza europea, Einaudi

Vasile Ernu, Nato in Urss, Hacca

Giovanni Previdi, Due fettine di salame, poesie, Quodlibet

Dashiell Hammett, Continental Op, Mondadori

Cornell Woolrich, Per l'ultima volta Kathleen, Mondadori

Sandro Campani, Terra nera, Rizzoli

Francesca Scotti, L'origine della distanza, Terre di mezzo

Silvio D'Arzo, L'uomo che camminava per le strade, Quodlibet

Silvio D'Arzo, L'Osteria, Quodlibet

Raymond Radiguet, Il diavolo in corpo, Einaudi

Diego Fusaro, Coraggio, Raffaello Cortina

Jack London, La classica faccia da pugile, Mattioli 1885

AA. VV., In territorio nemico, Minimum fax

Renata Viganò, L'Agnese va a morire, Einaudi

Joseph Roth, La leggenda del Santo bevitore, Edizioni Clichy

Giovanni Civa, La ragione va agli asini e secondo me ciò ragione, Sensoinverso edizioni

Luigi Malerba, La scoperta dell'alfabeto, Einaudi

Carlo Lucarelli, Carta bianca, Sellerio

Goffredo Parise, Sillabari, Adelphi

Venedikt Eroféev, Mosca-Petuskì e altre opere, Feltrinelli

Massimo Carlotto, Arrivederci amore ciao, Edizioni e/o

Senofonte, Anabasi, Quodlibet

Emilio Lussu, La marcia su Roma e dintorni, Einaudi

Emilio Lussu, Teoria dell'insurrezione, Gwynplaine edizioni

Dafne D'Angelo, Non c'è pace tra i mattoni, Montag edizioni

Wu Ming 2, Basta uno sparo, Transeuropa

Eric Maria Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale, Mondadori

Bohumil Hrabal, Treni strettamente sorvegliati, Edizioni e/o

Fred Uhlman, L'amico ritrovato, Feltrinelli

Paola Soriga, Dove finisce Roma, Einaudi

poi basta, per quest'anno.

lunedì 23 dicembre 2013

Good Morning Kafka! (8)

La Passeggiata Improvvisa

Alla sera, quando si crede di aver definitivamente deciso di restare a casa, ci si è messa la veste da camera, ci si è seduti alla tavola illuminata, dopo aver iniziato quella lettura o quel passatempo, alla fine del quale si va a letto, mentre fuori c'è un tempo poco invitante che rende quasi scontata l'idea di restare a casa, quando ci si è trattenuti già molto a tavola che l'andarsene dovrebbe provocare un po' di stupore in tutti, quando le scale son già al buio e il portone è sprangato, quando nonostante tutto questo ci si alza dalla sedia come per un piccolo fastidio, ci si toglie la veste, si compare pronti per uscire, si dichiara di dover andare fuori, e dopo un breve saluto lo si fa, e, a seconda della velocità con cui si sbatte la porta, si crede di aver suscitato più o meno risentimento, quando ci si trova in strada coi muscoli con precisa scioltezza a questa ormai inaspettata libertà, quando grazie a questa decisione si sente in sé qualsiasi capacità di decisione, quando con un senso di convinzione profondo si comprendo di avere più forza che bisogno di produrre e sopportare con facilità il mutamento più rapido, quando in questo stato si corre per gli stradoni, allora, per quella sera, si è completamente usciti dalla propria famiglia, che si perde nel vuoto, mentre la nostra personalità raggiunge la sua vera immagine, ferma, nera nel contorno.
E tutto si rafforza ancora di più se, a quella tarda ora, si cerca un amico, per vedere come sta. 

lunedì 16 dicembre 2013

Good Morning Kafka! (7)

La Finestrina


Chi vive lassù, in alto, abbandonato e pur vorrebbe ogni tanto mantenere in qualche modo un rapporto col prossimo, chi, tenendo presente i mutamenti della giornata, del tempo, delle relazioni professionali e cose simili, vuol vedere comunque un qualsiasi braccio a cui potersi attaccare non potrà fare a meno, per moltissimo tempo, di una finestrina. E anche se proprio non avesse bisogno di niente e si avviasse verso il davanzale come un uomo stanco, levando continuamente gli occhi dalla terra al cielo, e anche non volesse e se ne stesse con la testa un po' spostata all'indietro, comunque i cavalli lo trascinerebbero giù con loro nella interminabile sequenza delle vetture e nel fracasso e così finalmente dentro la concordia umana.

lunedì 9 dicembre 2013

Good Morning Kafka! (6)

Vita in Comune

Siamo cinque amici, una volta siamo usciti da una casa uno dopo l'altro, il primo esce e si mette vicino alla porta, poi viene o meglio, scivola fuori come una pallina di mercurio, il secondo e si mette poco lontano dal primo, poi sguscia fuori il terzo, poi il quarto, e alla fine il quinto. Alla fine eravamo tutti in fila. La gente per strada se n'era accorta e indicandoci diceva: quei cinque sono appena usciti poco fa da quella casa.
Da allora viviamo insieme, e sarebbe anche una vita pacifica, se non s'immischiasse sempre un sesto. Per carità, non ci fa niente di male; ma ci dà fastidio,e non è poco. Perchè s'intrufola dove non lo si desidera? Non lo conosciamo e non vogliamo accoglierlo tra di noi. È vero, anche noi cinque non ci conoscevamo prima e, a dirla tutta, non ci conosciamo nemmeno adesso. Ma ciò che per noi cinque è possibile e tollerato, per quel sesto non è possibile e non viene accettato. E poi siamo in cinque e non vogliamo essere in sei. 
In generale, che senso può avere questo stare continuamente insieme? Non ha senso nemmeno per noi cinque, ma oramai siamo insieme e ci rimaniamo; non vogliamo però un'aggiunta, un di più, sulla base delle nostre esperienze, mica per altro. Ma come facciamo a farlo capire al sesto? Lunghe discussioni sembrerebbero già quasi accoglierlo nel nostro gruppo; preferiamo non dare spiegazioni e non accoglierlo. Per quanto stiri le labbra e strizzi gli occhi, noi cinque lo respingiamo coi gomiti, ma per quanto lo respingiamo, lui torna sempre.

lunedì 2 dicembre 2013

Good Morning Kafka! (5)

Il Nuovo Avvocato

Abbiamo un nuovo avvocato qui in ufficio, il dottor Bucefalo. Il suo aspetto ora ricorda pochissimo il tempo in cui era ancora il cavallo da battaglia di Alessandro Magno. Però chi ha l'occhio allenato, può cogliere certi particolari. Infatti, poche ore fa, ho visto sullo scalone come anche un semplice usciere di tribunale, con lo sguardo d'intenditore tipico di frequenta le corse, ma con moderazione, possa apprezzare il nostro nuovo avvocato che, passo sonante e alte le gambe al petto, saliva un gradino dopo l'altro.
In genere, il foro accetta l'ammissione di Bucefalo. Con magnanima lungimiranza si sostiene che l'avvocato, dato l'attuale ordinamento della società, si trovi in una situazione difficile e pertanto, oltre che per il posto che occupa nella storia del mondo, merita da parte di tutti una certa benevolenza. Oggi – non lo si può negare – non esiste alcun Alessandro Magno. Certo, ci sono molti che sanno uccidere; e c'è ancora qualcuno che ha l'abilità di colpire con la lancia l'amico dall'altra parte della tavola durante un banchetto; e per molti la Macedonia è ancora troppo piccola ma nessuno, nessuno, sa guidare le armate verso l'India. Già allora le porte dell'India erano irraggiungibili, ma oggi quelle porte sono da tutt'altra parte, spostate più in alto e più lontane; nessuno indica la direzione giusta; molti impugnano spade ma solo per agitarle, e lo sguardo, che vorrebbe seguirle, si perde.
Forse per questo è meglio fare come ha fatto Bucefalo, e sprofondarsi nei codici. Libero, senza più il peso del cavaliere sulla groppa, lontano dai clamori delle battaglie di Alessandro, sotto una quieta lampada, l'avvocato legge e volta le pagine dei nostri antichi libri.

lunedì 25 novembre 2013

Good Morning Kafka! (4)

Il Prossimo Villaggio

Mio nonno diceva sempre: «La vita è straordinariamente corta. Ora, nel ricordo, mi si raggrinza a tal punto che, per esempio, non riesco quasi a capire come possa un giovane decidersi ad andare a cavallo fino al prossimo villaggio senza temere che perfino lo spazio di tempo, in cui si svolge una vita comune e felice, possa bastare anche in minima parte a una simile cavalcata».

lunedì 18 novembre 2013

Good Morning Kafka! (3)

Poseidone

Poseidone era seduto al suo tavolo di lavoro e faceva i conti. 
L'amministrazione di tutte le acque gli procurava una mole immensa di cose da fare. Avrebbe potuto trovare validi aiuti e ne aveva già moltissimi, ma prendeva molto sul serio il suo ufficio, e alla fine rifaceva da solo tutti i conti, rendendo inutili gli sforzi di chi lo aiutava.
Non si può dire che questo lavoro gli procurasse piacere, lo eseguiva soltanto perché gli era stato imposto. Anzi più volte aveva chiesto, diceva lui, un lavoro più allegro, ma ogni volta che gli facevano offerte diverse, finiva sempre per sentirsi più adatto al ruolo che gli era stato assegnato. Non si poteva certo assegnargli un determinato mare, ad esempio il mar nero; a parte che anche qui la parte contabile era sempre presente, solo più meschina, il grande Poseidone non poteva avere altro che un posto di controllo, dirigenziale. E quando gli si offriva un posto fuori dall'acqua, la sola idea lo faceva star male, l'afflato divino si scompigliava, il bronzeo torace si comprimeva. D'altra parte le sue lamentele non erano prese sul serio; quando un potente assilla, bisogna fingere di accontentarlo anche nei casi più disperati; e nessuno osava immaginare di esonerarlo dal suo ufficio poiché fin dalle origini era stato destinato a fare il dio dei mari e così bisognava continuare.
Si irritava sopratutto, e questa era il principale motivo di malcontento lavorativo, quando gli riferivano l'idea che la gente si faceva di lui, raggiante, regale, a cavallo delle onde, armato di tridente e corona di corallo. Invece lui se ne stava tutto il tempo negli abissi, sempre a far conti. Una rapida convocazione ogni tanto alla sede di Giove  era l'unica interruzione a quella quotidiana monotonia, anche se da quelle brevi escursioni ritornava per lo più furibondo. Così  per la fretta di salire all'Olimpo i mari li vedeva appena di sfuggita e percorsi nella loro interezza non lo aveva fatto mai. Diceva sempre che per farlo aspettava la fine del mondo; era sicuro infatti che, nell'imminenza della fine, dopo aver riscontrato l'ultimo calcolo, avrebbe trovato un momento per fare in fretta un piccolo tour.

lunedì 11 novembre 2013

Good Morning Kafka! (2)

Favoletta
 
 
"Ahimè" disse il topo "il mondo diventa ogni giorno più stretto. Prima era così largo che mi faceva quasi paura, correvo ed ero felice di vedere alla fine spuntare muri a destra e sinistra in lontananza, ma ora questi lunghi muri si avvicinano tra loro così in fretta che sono già nell'ultima stanza e lì, nell'angolo, c'è la trappola nella quale cadrò."
"Non hai che da correre dall'altra parte" disse il gatto, e se lo mangiò.
 

lunedì 4 novembre 2013

Good Morning Kafka! (1)

La Gita in Montagna

"Non lo so" dissi quasi senza voce " non lo so. Se nessuno viene, non viene nessuno, appunto. Io, c'è da dire, non ho fatto male mai a nessuno e nessuno l'ha mai fatto a me, però non c'è chi mi voglia aiutare. Proprio nessuno. Ma non è così. Solo che nessuno mi aiuta, altrimenti proprio Nessuno sarebbe bello. E farei di buon grado - perché no? - una gita in compagnia di tanti Nessuno. Naturalmente in montagna, non è vero? Già li vedo questi Nessuno che si accalcano uno sull'altro con tutte quelle braccia intrecciate e allungate di traverso, e quei piedi, divisi appena da piccoli passi.
Sia chiaro, sono tutti in frac.
Andiamo così alla buona, il vento passa tra le fessure che lasciamo mentre scaliamo compatti. Testa, polmoni, gambe, anche il collo si sente più libero in mezzo ai monti! È un miracolose non si canta."

Questa nuova rubrichetta, che ci accompagnerà fino alla fine dell'anno, ha due propositi: 
a) farvi fare un sorriso muto di lunedì mattina
b) ribadire ancora una volta (altri più bravi di me l'hanno già spiegato) che l'aggettivo Kafkiano comprende anche situazioni umoristiche, affettuose e molto umane, come la vita di Kafka appunto.