lunedì 16 febbraio 2015

Lanugine: lacerti di letteratura ombelicale (tris)

Io, comunque, forse mi sembra, non lo so, che poi c'è da sentire, c'è da capire, ma però, secondo me, credo proprio che sto sbagliando tutto.


(Lanugine era una rubrica giornaliera dell'anno 2013 per il mese di febbraio composta da ventisette pensieri miei e una citazione più una extra nel 2014. Come già scrissi l'anno scorso, Lanugine è una delle poche cose che ho scritto e che a distanza di tempo riesce ancora a farmi ridere e sorprendere, di me e del mondo. Come dicono su wikipedia, la Lanugine è assolutamente innocua e non richiede, grossomodo, azioni correttive.)

mercoledì 24 dicembre 2014

Cartoline di auguri: una storiella natalizia

Richard non riceveva molte cartoline di auguri, certo non quante ne spediva: che non erano mai meno di una dozzina. Al momento ne aveva una sola sul caminetto, ed era quella dei vicini della porta accanto, una rumorosa famiglia con la quale normalmente lui e Miles non avevano contatti di sorta. 
Non sapeva nemmeno i nomi, visto che la cartolina si limitava a un "Buon Natale - da Tutti Noi del 49 a Tutti Voi del 48". Quest'anno, così come l'anno precedente, Richard aveva prontamente ricambiato con una cartolina di "Buon Natale - Da Tutti Noi del 48 a Tutti Voi del 49". Richard sapeva che anche gli altri suoi vicini della porta accanto ricevevano una cartolina, indirizzata a Tutti Voi del 47 da Tutti Noi del 49, per cui non sapeva mai se fosse il caso di mandare una cartolina a Tutti Loro del 47 da Tutti Noi del 48, tanto più che li sapeva particolarmente rapidi nel ricambiare la gentilezza con una cartolina a Tutti Voi del 49 da Tutti Noi del 47.
In ogni caso Richard non scambiava mai verbo con la rumorosa famigliola della porta accanto.
Mesi dopo, rincasando sul far della sera, trovò il loro appartamento che pullulava di poliziotti e infermieri. In un suicidio di gruppo, il padre aveva sparato alla moglie, al figlio e alla figlia, inifine s'era sparato lui. Lasciarono un bigliettino così concepito: "Addio Mondo Crudele - da Tutti Noi del 49".

Jonathan Coe, L'amore non guasta, trad. Domenico Scarpa, Feltrinelli, pp. 39-40

mercoledì 12 novembre 2014

Descriviti in cinque righe (bis)

Vado in giro con una bussola-metro-apribottiglie-cacciavite-lented'ingrandimento, che può sempre servire.
Vado in giro con una castagna, che dicono che tiene lontano il raffreddore.
Vado in giro con un cerotto bianco, che non si sa mai.
Vado in giro con un vecchio bottone, e qui non lo so.
Vado in giro.

Questo è uno dei compiti della scuola di scrittura emiliana, che consiglio a tutti di fare, una volta ogni tanto.
(c'hanno pure fatto un libro)

giovedì 28 agosto 2014

Facciamo che m'impegno

A settembre, tra pochissimi giorni, esce un libro.
Si chiama, prendete il respiro perché è un titolo lunghissimo, l'avete preso? bene: Scuola elementare di scrittura emiliana per non frequentanti (con esercizi svolti).
Contiene delle lezioni di quello che fu il maestro unico della scuola di scrittura, Paolo Nori, e degli esercizi già svolti, che son quelli degli allievi, e un paio sono i miei (non ricordo però quali).
La prima presentazione, siccome la casa editrice è la Corraini edizioni, che è di Mantova, la fanno a Mantova giovedì 4 settembre, alle 15, nel cortile dell'archivio di stato, che c'è il Festival Letteratura
Che a pensarci bene, io, al Festival Letteratura a Mantova, mai stato, anche se son trenta-quaranta chilometri da dove abito, che ci son stato mille volte e anche un po' a caso, che c'è una via d'ingresso con la macchina che se ci arrivi la sera ti sembra di andare verso il castello delle fiabe, mentre che se ci arrivi in treno, quando ti fermi e sei in stazione intorno vedi tutti quegli specchi d'acqua e ti dici Siam già arrivati al mare?, e comunque, ogni anno da quando c'è, al Festival Letteratura non riesco mai ad andarci.
Allora,quest'anno, facciamo che m'impegno e ci vado.

sabato 1 febbraio 2014

Lanugine: lacerti di letteratura ombelicale (extra)

Oggi, a fine pranzo, mentre aspettiamo il caffè, mia madre che dice Ti ricordi quel periodo là... che leggevi sempre quei poeti cupi, quei francesi? Io ti avevo nascosto la corda da scout (leggi: da trekking) per paura che... (segue gesto esplicativo)

(Lanugine era una rubrica giornaliera dell'anno passato per il mese di febbraio composta da ventisette pensieri miei e una citazione. Questo piccolo extra è un tributo a una delle poche cose che ho scritto e che a distanza di un anno riesce ancora a farmi ridere e sorprendere, di me e del mondo. Come dicono su wikipedia, la Lanugine è assolutamente innocua e non richiede, grossomodo, azioni correttive. )

lunedì 30 dicembre 2013

La lista del lunedì: libri letti nel 2013


Michail Bulgakov, Morfina, Passigli

Robert Louis Stevenson, L'Arte della scrittura, Mattioli 1885

Gianni Rodari, Grammatica della fantasia, Einaudi

:duepunti, Fare libri oggi 2.0. Essere editori oggi, :duepunti edizioni

Werner Herzog, Sentieri nel ghiaccio, Guanda

Cesare Zavattini, Parliamo tanto di me, Bompiani

Cesare Zavattini, I poveri sono matti, Bompiani

Cesare Zavattini, Io sono il diavolo, Bompiani

Ilja Ehrenburg, Viaggio attraverso la giungla d'Europa, E. GI. TI.

Raymond Carver, Il mestiere di scrivere, Einaudi

Ugo Cornia, Scritti d'impegno incivile, Quodlibet

Giuseppe Ferrandino, Pericle il nero, Adelphi

Azael, Favola d'amore triste per malati di mente, autoprodotto

Fulvio e Carla Abate, Le avventure di Super Trappi, :duepunti edizioni

Marino Magliani, La ricerca del legname, :duepunti edizioni

Vanni Santoni, Tutti i ragni, :duepunti edizioni

W. H. Auden, La verità, vi prego, sull'amore, Adelphi

Guillaume Apollinaire, Bestiario o Corteggio d'Orfeo, Guanda

Viktor Sklovskij, La mossa del cavallo, De Donato

Viktor Sklovskij, Il mestiere dello scrittore e la sua tecnica, Liberal Libri

Friedrich Durrenmatt, I racconti, Feltrinelli

Leonardo Tondelli, La Scossa, Chiarelettere

Diecimila.me, Non potevo aspettare che morissi per rifarmi una vita, Amazon

AA. VV., Lettere di condannati a morte della Resistenza europea, Einaudi

Vasile Ernu, Nato in Urss, Hacca

Giovanni Previdi, Due fettine di salame, poesie, Quodlibet

Dashiell Hammett, Continental Op, Mondadori

Cornell Woolrich, Per l'ultima volta Kathleen, Mondadori

Sandro Campani, Terra nera, Rizzoli

Francesca Scotti, L'origine della distanza, Terre di mezzo

Silvio D'Arzo, L'uomo che camminava per le strade, Quodlibet

Silvio D'Arzo, L'Osteria, Quodlibet

Raymond Radiguet, Il diavolo in corpo, Einaudi

Diego Fusaro, Coraggio, Raffaello Cortina

Jack London, La classica faccia da pugile, Mattioli 1885

AA. VV., In territorio nemico, Minimum fax

Renata Viganò, L'Agnese va a morire, Einaudi

Joseph Roth, La leggenda del Santo bevitore, Edizioni Clichy

Giovanni Civa, La ragione va agli asini e secondo me ciò ragione, Sensoinverso edizioni

Luigi Malerba, La scoperta dell'alfabeto, Einaudi

Carlo Lucarelli, Carta bianca, Sellerio

Goffredo Parise, Sillabari, Adelphi

Venedikt Eroféev, Mosca-Petuskì e altre opere, Feltrinelli

Massimo Carlotto, Arrivederci amore ciao, Edizioni e/o

Senofonte, Anabasi, Quodlibet

Emilio Lussu, La marcia su Roma e dintorni, Einaudi

Emilio Lussu, Teoria dell'insurrezione, Gwynplaine edizioni

Dafne D'Angelo, Non c'è pace tra i mattoni, Montag edizioni

Wu Ming 2, Basta uno sparo, Transeuropa

Eric Maria Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale, Mondadori

Bohumil Hrabal, Treni strettamente sorvegliati, Edizioni e/o

Fred Uhlman, L'amico ritrovato, Feltrinelli

Paola Soriga, Dove finisce Roma, Einaudi

poi basta, per quest'anno.

lunedì 23 dicembre 2013

Good Morning Kafka! (8)

La Passeggiata Improvvisa

Alla sera, quando si crede di aver definitivamente deciso di restare a casa, ci si è messa la veste da camera, ci si è seduti alla tavola illuminata, dopo aver iniziato quella lettura o quel passatempo, alla fine del quale si va a letto, mentre fuori c'è un tempo poco invitante che rende quasi scontata l'idea di restare a casa, quando ci si è trattenuti già molto a tavola che l'andarsene dovrebbe provocare un po' di stupore in tutti, quando le scale son già al buio e il portone è sprangato, quando nonostante tutto questo ci si alza dalla sedia come per un piccolo fastidio, ci si toglie la veste, si compare pronti per uscire, si dichiara di dover andare fuori, e dopo un breve saluto lo si fa, e, a seconda della velocità con cui si sbatte la porta, si crede di aver suscitato più o meno risentimento, quando ci si trova in strada coi muscoli con precisa scioltezza a questa ormai inaspettata libertà, quando grazie a questa decisione si sente in sé qualsiasi capacità di decisione, quando con un senso di convinzione profondo si comprendo di avere più forza che bisogno di produrre e sopportare con facilità il mutamento più rapido, quando in questo stato si corre per gli stradoni, allora, per quella sera, si è completamente usciti dalla propria famiglia, che si perde nel vuoto, mentre la nostra personalità raggiunge la sua vera immagine, ferma, nera nel contorno.
E tutto si rafforza ancora di più se, a quella tarda ora, si cerca un amico, per vedere come sta. 

lunedì 16 dicembre 2013

Good Morning Kafka! (7)

La Finestrina


Chi vive lassù, in alto, abbandonato e pur vorrebbe ogni tanto mantenere in qualche modo un rapporto col prossimo, chi, tenendo presente i mutamenti della giornata, del tempo, delle relazioni professionali e cose simili, vuol vedere comunque un qualsiasi braccio a cui potersi attaccare non potrà fare a meno, per moltissimo tempo, di una finestrina. E anche se proprio non avesse bisogno di niente e si avviasse verso il davanzale come un uomo stanco, levando continuamente gli occhi dalla terra al cielo, e anche non volesse e se ne stesse con la testa un po' spostata all'indietro, comunque i cavalli lo trascinerebbero giù con loro nella interminabile sequenza delle vetture e nel fracasso e così finalmente dentro la concordia umana.

lunedì 9 dicembre 2013

Good Morning Kafka! (6)

Vita in Comune

Siamo cinque amici, una volta siamo usciti da una casa uno dopo l'altro, il primo esce e si mette vicino alla porta, poi viene o meglio, scivola fuori come una pallina di mercurio, il secondo e si mette poco lontano dal primo, poi sguscia fuori il terzo, poi il quarto, e alla fine il quinto. Alla fine eravamo tutti in fila. La gente per strada se n'era accorta e indicandoci diceva: quei cinque sono appena usciti poco fa da quella casa.
Da allora viviamo insieme, e sarebbe anche una vita pacifica, se non s'immischiasse sempre un sesto. Per carità, non ci fa niente di male; ma ci dà fastidio,e non è poco. Perchè s'intrufola dove non lo si desidera? Non lo conosciamo e non vogliamo accoglierlo tra di noi. È vero, anche noi cinque non ci conoscevamo prima e, a dirla tutta, non ci conosciamo nemmeno adesso. Ma ciò che per noi cinque è possibile e tollerato, per quel sesto non è possibile e non viene accettato. E poi siamo in cinque e non vogliamo essere in sei. 
In generale, che senso può avere questo stare continuamente insieme? Non ha senso nemmeno per noi cinque, ma oramai siamo insieme e ci rimaniamo; non vogliamo però un'aggiunta, un di più, sulla base delle nostre esperienze, mica per altro. Ma come facciamo a farlo capire al sesto? Lunghe discussioni sembrerebbero già quasi accoglierlo nel nostro gruppo; preferiamo non dare spiegazioni e non accoglierlo. Per quanto stiri le labbra e strizzi gli occhi, noi cinque lo respingiamo coi gomiti, ma per quanto lo respingiamo, lui torna sempre.

lunedì 2 dicembre 2013

Good Morning Kafka! (5)

Il Nuovo Avvocato

Abbiamo un nuovo avvocato qui in ufficio, il dottor Bucefalo. Il suo aspetto ora ricorda pochissimo il tempo in cui era ancora il cavallo da battaglia di Alessandro Magno. Però chi ha l'occhio allenato, può cogliere certi particolari. Infatti, poche ore fa, ho visto sullo scalone come anche un semplice usciere di tribunale, con lo sguardo d'intenditore tipico di frequenta le corse, ma con moderazione, possa apprezzare il nostro nuovo avvocato che, passo sonante e alte le gambe al petto, saliva un gradino dopo l'altro.
In genere, il foro accetta l'ammissione di Bucefalo. Con magnanima lungimiranza si sostiene che l'avvocato, dato l'attuale ordinamento della società, si trovi in una situazione difficile e pertanto, oltre che per il posto che occupa nella storia del mondo, merita da parte di tutti una certa benevolenza. Oggi – non lo si può negare – non esiste alcun Alessandro Magno. Certo, ci sono molti che sanno uccidere; e c'è ancora qualcuno che ha l'abilità di colpire con la lancia l'amico dall'altra parte della tavola durante un banchetto; e per molti la Macedonia è ancora troppo piccola ma nessuno, nessuno, sa guidare le armate verso l'India. Già allora le porte dell'India erano irraggiungibili, ma oggi quelle porte sono da tutt'altra parte, spostate più in alto e più lontane; nessuno indica la direzione giusta; molti impugnano spade ma solo per agitarle, e lo sguardo, che vorrebbe seguirle, si perde.
Forse per questo è meglio fare come ha fatto Bucefalo, e sprofondarsi nei codici. Libero, senza più il peso del cavaliere sulla groppa, lontano dai clamori delle battaglie di Alessandro, sotto una quieta lampada, l'avvocato legge e volta le pagine dei nostri antichi libri.